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Per decenni l'insonnia è stata etichettata come "secondaria", un'ombra da ignorare finché il quadro principale non migliorasse. Nel 2005 un gruppo di esperti dichiarò che la distinzione non reggeva; otto anni dopo il manuale diagnostico la eliminò. Le misurazioni prospettiche hanno ribaltato la freccia: chi soffriva di disturbi del sonno mostrava il doppio delle probabilità di sviluppare depressione. Colin A. Espie e Guy Leschziner hanno mappato questo territorio, dal programma strutturato sul sonno alle storie cliniche di "The Nocturnal Brain".
Imparerai:
- Perché la distinzione primaria-secondaria fu abbandonata
- Come la relazione a gradini riveli una catena causale
- Cosa mostrano le comunità senza rete elettrica sulle "otto ore"
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