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Maryanne Wolf in Proust and the Squid demolisce il mito più radicato sulla dislessia: non è un problema visivo di lettere capovolte, ma un deficit nella conversione suono-lettera. Uno studio giapponese su 495 bambini ha rivelato tassi di difficoltà che variano di trenta volte tra hiragana e kanji, stesso campione. L'ortografia trasparente dell'italiano non elimina la dislessia, la silenzia: il 7,13% di prevalenza nelle ortografie regolari contro il 7,55% nelle irregolari. Cambia la visibilità, non la frequenza.
Imparerai:
- Perché il tempo di lettura conta più degli errori
- Come la spaziatura tra lettere migliora la performance
- Cosa distingue il circuito cerebrale dei lettori in difficoltà
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